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Come imparare il wingtsun?

 

"Se prima non svuoti la tua tazza dal suo contenuto, come posso io farti assaggiare il mio tè?"

 

A volte gli allievi focalizzano l'attenzione su mille particolari delle singole tecniche. Tuttavia, pur essendo interessanti ed utili spesso i dettagli sono in realtà irrilevanti.

Una volta durante uno stage il Gran Maestro Leung Ting mostrò ai partecipanti l'immagine di un lupo vestito con la lana di una pecora.

"Così è il WT" diceva spiegandone il senso: "Abbiamo solo un concetto, dei principi, delle massime che ci guidano, questo è il lupo. Su di esso possiamo mettere il pelo di qualsiasi altro animale".

Poi si fece attaccare da un allievo con tecniche Wingtsun difendendosi con tecniche di altri stili (Shaolin, Tai Chi, Mantide o Tai Boxe) ma lo sconfisse lo stesso.

In realtà sconfisse il WT con il WT, poiché il lupo su cui aveva messo la pelle altrui era il concetto del WT.

"Non prendete troppo sul serio i dettagli e le piccolezze superficiali, non concentratevi sulla tazza da cui bevete e sul se vi piaccia o no. Non perdete di vista l'obiettivo. Alcuni non vedono la foresta per­ché ci sono tanti alberi, tanti i segreti bisbigliati in quest’Arte. Sotto que­sto aspetto, il WT è talmente sem­plice e molti lo rendono inutilmente complicato".

Il problema è proprio questo. Tante volte gli allievi fanno domande futili, ad esempio perché l'ultimo calcio della seconda forma si esegue solo a sinistra oppure se contro i colpi circolari offre maggior protezione il tan sao o il foc sao , e quante più domande superfi­ciali fanno, tante più risposte contraddittorie ottengono.

Il WT non è fatto di movimenti, come la parabola della lana di pecora ci ha dimostrato.

Le tecniche possono anche provenire da altri stili: il WT è il sistema operativo, il nostro corpo è l'hardware e i movimenti sono il software.

Chi studia il WT non deve avere fretta di "andare avanti", non è studiando nuovi programmi o nuove forme che si comprenderanno i "segreti" dello stile.

"L'unica tecnica segreta nel WT" ha detto Sifu Leung Ting, "è quella che non si allena, perché rimarrà sempre un segreto".

Chi si allena con continuità e tenta di progredire, riuscirà a capire sempre di più l'essenza della nostra Arte.

Quello che oggi ancora non capite, che non considerate come un vero problema, potreste riconoscerlo come tale il prossimo anno.

Ma questo accadrà se, nel frattempo, vi allenerete con impegno.

Quando l'insegnante non vi consente di andare avanti, lo fa solo perché non siete ancora pronti, non avete ancora preparato il vostro terreno per la semina, non lo avete "arato" a sufficienza.

Quando ho iniziato a studiare WT, venticinque anni fa, i miei Maestri non mi davano tutte le spiegazioni che io do ai miei allievi, anzi in pratica non mi spiegavano niente, ero io che dovevo spiegare a me stessa, dovevo osservare oppure "rubare" con lo sguardo le tecniche eseguite dai Maestri o dagli aiutanti.

Se per certi versi, questo ha reso il mio cammino nell'apprendimento infinitamente più lento e complicato di quanto non avrebbe potuto essere, a posteriori riesco a vederne un lato positivo: la capacità di adattamento a nuove situazioni è la più grande e la più vitale delle abilità del WingTsun ...

Sicuramente lo sforzo di dover fare tutto da sola mi ha aiutato a comprendere questo semplice ma fondamentale concetto, poiché le spiegazioni continue e approfondite sono sicuramente un vantaggio per gli allievi ma non devono rischiare di "addormentarli", perché l'intelletto può dire "ho capito" e l'allievo si adagia pigramente, senza crescere attraverso il proprio lavoro e senza acquisire una vera comprensione.

Quante volte accade che qualcuno, guardando un piccolo aspetto della verità, sia spinto a dire di avere già visto TUTTO?

Ma occorre stare attenti, un cieco, toccando una gamba dell'elefante, potrebbe supporre che questo animale abbia la forma di una colonna. Ma se gli toccasse la proboscide, potrebbe pensare che esso assomigli ad un cobra.

Per comprendere, per poter comprendere sempre di più, si deve imparare ad applicare quello che si è già imparato e poi tornare indietro, guardando questa volta con più attenzione, riuscendo così ad ottenere una comprensione sempre migliore.

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