CHE COS’È IL WING TSUN?

WingTsun GiuncaRossa Arti Marziali, difesa personale Roma
Il Wing Tsun è uno stile di Kung Fu studiato per avere la massima efficacia possibile, senza che sia necessaria una particolare prestanza fisica ma vediamo come:

MONACHE CHE MENANO:
Scuola WingTsun GiuncaRossa

I racconti sulle arti marziali cinesi partono spesso dal tempio di Shaolin distrutto nel XVII secolo, a causa proprio del timore che l’abilità nel combattimento di questi monaci incuteva persino nel governo. I pochi superstiti fuggirono e tra questi, la monaca Ng Mui che trovò rigugio nel tempio della Gru Bianca, sul monte Tai Leung. In questo periodo, cercò di studiare un sistema di combattimento che fosse adatto anche a persone fisicamente deboli mettendo a punto uno stile di kung fu tutto suo.

Come tutte le brave massaie, seppur monache guerriere, Ng Mui andava a fare la spesa al mercato e fu quì che conobbe una splendida fanciulla di nome Yim Wing Tsun.

La giovane era figlia di un commerciante locale ed aveva un grosso problema: un giovane bullo del luogo si era invaghito di lei.

Wong (questo era il nome del bullo), un riccastro molto bravo nel Kung fu e per questo temuto dagli abitanti del villaggio, mandò un messaggio alla famiglia della giovane chiedendola in sposa e minacciando di prendersela con la violenza nel caso non avessero accettato..

Saputo della cosa, Ng Mui decise di aiutare la giovane e la portò al tempio dove le insegnò per tre anni il suo stile di combattimento.

Terminato l’addestramento, la giovane tornò al villaggio e fu subito molestata dal prepotente Wong che però questa volta aveva trovato pane per i suoi denti… La giovane sconfisse Wong con grande facilità e sposò Leung Bok Chau a cui era promessa. Fu così che questa tecnica di combattimento prese il nome di Wing Tsun.

Per una versione più approfondita della storia del WingTsun vi rimandiamo alla sezione   scuola.

GIUNCA ROSSA, UN NOME UNA STORIA…
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Durante la dinastia Ming, e la successiva dominazione Manchu dei Ching, le Giunche Rosse erano i battelli che trasportavano letroupe teatrali da una città all’altra lungo le grandi vie d’acqua. Interamente dipinte di rosso e ornate con bandiere variopinte erano libere di spostarsi da una provincia all’altra dell’Impero, eludendo così le rigide regole e la sorveglianza degli oppressori Manchu.

Per questo motivo divennero uno dei mezzi preferiti di spostamento dei ribelli cinesi fedeli ai Ming.

Sotto le maschere e il pesante trucco da palcoscenico si nascondevano spesso gli appartenenti alle sette patriottiche che preparavano la vendetta contro gli odiati Ching. Gli attori erano quasi tutti esperti di arti marziali e potevano esercitarsi liberamente, anche con le armi, per preparare i loro spettacoli.

Su una di queste giunche si incontrarono il giovane attore Wong Wa Bo, esperto di Wingtsun, e Leung Yee Tei, allievo del maestro Chi Shin che gli aveva insegnato la tecnica del bastone lungo e che era uno dei cinque anziani scampati al rogo del monastero di Shaolin.

I due divennero amici e si scambiarono le rispettive conoscenze tecniche, diventando l’uno maestro dell’altro.

Quella della Giunca Rossa è una storia di amicizia, libertà ed entusiasmo per le arti marziali. Questi sono i valori a cui si ispira la nostra scuola, chiunque vi si riconosca è il benvenuto.

COME FUNZIONA IL WING TSUN?

Vediamo ora perché il Wing Tsun Kuen è una delle arti marziali più temute al mondo:
 
 
 
A TE GLI OCCHI, A ME LE MANI!
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Siamo abituati a fidarci anche troppo dei nostri occhi che però possono essere facilmente ingannati pensate per un momento al gioco delle tre carte, tanto in voga in parcheggi mercati ed autogrill, l’occhio viene sempre e costantemente ingannato dalla mano. Ci fidiamo talmente tanto della vista, da sottostimare gli altri sensi.

Nel Wing Tsun invece, ci si affida al contatto. Il contatto infatti non può essere ingannato con finte o trucchi ed è più veloce di quanto mai potrà essere la vista.

CHI MENA PER PRIMO MENA DUE VOLTE.

Un sano principio di strategia che ci viene dalla tradizione popolare e che il praticante di Wing Tsun adotta alla perfezione. Nel Wing Tsun infatti non esiste una vera e propria difesa. Ogni movimento è portato per colpire l’avversario e nel contempo ci garantisce la migliore protezione possibile dai suoi colpi sfruttando il principio geometrico e fisico del “cuneo”

PRIMO: NON PRENDERLE.

Si può imparare a sopportare i colpi dell’avversario, ma è molto meglio non essere colpiti. Per riuscirci mettiamo in atto un semplice principio, non siamo mai dove il colpo sta per arrivare ed usiamo la forza dell’avversario restituendogliela insieme alla nostra.

E vi assicuro che fa male.

MOLLA MA NON MOLLE.
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Un’altro dei principi base del Wing Tsun. Il WT plasma il corpo in modo da trasformarlo in una molla che sollecitata da una forza ostile, si adatta mantenendo però la sua naturale propensione all’attacco e scaricando alla prima occasione contro l’avversario la sua e la nostra forza.

Famolo semplice

Nel Wing Tsun non si devono memorizzare centinaia di tecniche, ma pochi movimenti studiati per adattarsi alle varie situazioni in modo automatico, senza starci a pensare su.

Nella nostra filosofia, non servono 82 modi di parare un colpo o dare un pugno all’avversario perché una tale vastità di scelta comporta tempo ed in combattimento il tempo di reazione gioca a favore del nostro avversario, è il contatto dell’avversario a guidare le nostre reazioni eludendo il colpo e reagendo allo stesso tempo.

COSA NON FACCIAMO:

LA CABINA DI SUPERMAN:
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È una delle aspettative di chi si avvicina alle arti marziali: entrare in palestra ed uscirne dopo 1 ora come Mike Tyson, pronto a distruggere ogni avversario.

Non è così, per ottenere buoni risultati bisogna dedicare tempo e costanza, ma alla fine rimarrete più che soddisfatti.

L’ANTICA TECNICA SEGRETA DEL PUGNO DI DIO:
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Non esiste la tecnica perfetta che vi permette di distruggere il vostro avversario senza essere toccati. Se qualcuno vi dice il contrario, è un ciarlatano. Inoltre, il Wing Tsun, nonostante l’antica tradizione, è un arte marziale in continua evoluzione capace di adattarsi grazie alle esperienze di chi l’ha praticata prima di noi.

INVULNERABILITÀ:
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Ricordatevi che praticare arti marziali non vi rende invulnerabili. Anche dopo anni ed anni di pratica, la miglior difesa è evitare di attaccare briga e se possibile evitare lo scontro. Evitate di fare i gradassi.

SCORDATEVI FULL METAL JACKET:
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I nostri maestri non sono inflessibili caporali dei Marines dediti ad urlarvi nelle orecchie per farvi diventare macchine da guerra bensì, persone posate con esperienza pluridecennale che vogliono insegnarvi a difendermi. Fatti non urla bestiali.