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Maestri

Andrea Marini

La mia storia marziale non ha avuto inizio, questo va ammesso, per una mia iniziativa o ricerca.
L'unica attività paragonabile alla pratica del combattimento che avevo portato avanti negli anni precedenti alla mia entrata nel mondo del Wing Tzun era la scherma e, a parte una certa passione per il confronto, non mi potevo certo dire un combattente. Ho iniziato a praticare sotto la guida di Sifu Paola de Caro quando mia madre, che si allenava nella stessa palestra dove si teneva il corso, mi informò della sua esistenza. Ci vollero alcune stagioni e parecchio impegno sia per apprendere davvero le basi dell' arte sia per comprenderne la bellezza e costruire la passione che mi muove adesso verso di essa, ma alla fine lo stile ha iniziato ad entrare a far parte del mio modo di agire in ogni momento, di applicarmi a concetti e situazioni che con il combattimento non hanno nulla a che vedere.
Il Wing Tzun è riuscito a raggiungermi con la sua filosofia perché non l'ha resa un' area parallela di studio, composta da racconti, leggende, parole misteriose bensì parte integrante dello stile stesso. Nei momenti in cui si giungeva ad analizzare la filosofia alla base dello stile i concetti risultavano quasi ovvi, già acquisiti non sotto forma di oro colato dalle labbra di un saggio ma come conseguenza dell' acquisizione della tecnica Delle peripezie che hanno costellato il periodo di creazione della Giunca Rossa io ho ricevuto fondamentalmente solo il riflesso, essendo ancora troppo giovane nella pratica e nell' età da poter essere in contatto con la sovrastruttura dalla quale ci siamo "liberati".
Ho avuto modo di lavorare secondo i programmi d'apprendimento dell' associazione alla quale eravamo una volta affiliati e ho potuto osservare, e recentemente in parte partecipare, alla costruzione del metodo al quale siamo giunti adesso. Solitamente, se un maestro arrivasse dicendomi di aver tagliato da un programma questo o quell' esercizio, reagirei con una certa preoccupazione, ma lo snellirsi dei programmi della Giunca Rossa è scivolato sotto ai miei occhi passo dopo passo, mostrando la logica, prima, e gli incredibili risultati dopo.
Il mio personale percorso marziale è passato attraverso fasi ben precise. Da un primo periodo di "isolamento" nel quale l'unica realtà del campo da me conosciuta erano i miei insegnanti, Sifu Paola de Caro e Sifu Alessandro Messina, e i miei fratelli, sono passato ad un lungo periodo di contatto con praticanti di altri stili e sport da combattimento.
La ricerca attraverso l'incontro e lo scontro, sempre nello spirito di miglioramento reciproco proprio delle arti marziali, non ha mai portato, nonostante difficoltà e problemi, a dubitare dello stile che pratico: ho scoperto piuttosto che ad ogni domanda il Wing Tzun porta una risposta, e che l'allenamento più violento, o "sparring", non è un luogo dove abbandonare la tecnica e usare violenza e forza, ma dove quelle risposte devono trasformarsi in realtà davanti a qualsiasi problematica ci si ritrovi davanti. Voltandomi indietro vedo parecchie cose che ho imparato e praticato, ma sono sopratutto felice della "mia" arte marziale nella consapevolezza che posso guardare avanti e vedere altrettanto, se non molto di più.
Se l'evoluzione del combattente wing tzun non finisce mai allora è decisamente meglio che mi metta a lavorarci sopra più duramente, la strada è lunga.